Lotta a terra, Brazilian Jiu Jitsu e grappling no-gi. Cintura nera 2° grado con 32 anni di esperienza e campione italiano UIJJ 2025. Per amatori, agonisti e atleti MMA.
Il grappling è la disciplina di combattimento che si svolge interamente a terra e corpo a corpo: proiezioni per portare l'avversario al suolo, controlli posizionali per mantenerlo fermo, sottomissioni — leve articolari e strangolamenti — per costringerlo ad arrendersi. Nessun pugno, nessun calcio. Solo tecnica, leva, posizione e strategia.
Si pratica in due modalità complementari. Il gi (kimono, tipico del Brazilian Jiu Jitsu) permette di usare le prese sul tessuto — il colletto, le maniche, le gambe del gi diventano leve per controllare e sottomettere. Il no-gi elimina il kimono e si lavora con rash guard: il controllo è diretto sul corpo, più simile a quello delle MMA e del wrestling moderno. I corsi di IRONFIT coprono entrambe le modalità.
Il grappling è la base del combattimento moderno. Il 70-80% delle risse di strada finisce a terra — chi domina la lotta a terra domina il match. Ma non serve voler combattere per praticarlo: è un allenamento fisico completo, una disciplina mentale profonda e il metodo di difesa personale più efficace che esista.
Il grappling è come gli scacchi — ma con il corpo. Ogni posizione è un problema da risolvere, ogni mossa apre e chiude opportunità. La tecnica batte sempre la forza bruta.
Il grappling moderno nasce dalla convergenza di tre tradizioni millenarie. Il judo, codificato da Jigoro Kano nel 1882 in Giappone, introduce il concetto di usare la forza dell'avversario contro di lui — proiezioni, sbilanciamenti, leve. Il wrestling, praticato in forme diverse in tutto il mondo da secoli, sviluppa il controllo a terra e i takedown. Il Jiu Jitsu giapponese raccoglie secoli di tecniche marziali di lotta corpo a corpo sviluppate dai samurai.
La svolta arriva all'inizio del '900, quando Mitsuyo Maeda, judoka giapponese e campione mondiale di lotta, si trasferisce in Brasile. Nel 1917 inizia a insegnare le sue tecniche a Carlos Gracie, che insieme al fratello Hélio adatta il sistema all'efficacia pratica, privilegiando il lavoro a terra sulle proiezioni. Nasce il Brazilian Jiu Jitsu — BJJ. La famiglia Gracie sfida chiunque in incontri senza regole, dimostrando che un atleta di taglia media può controllare e sottomettere avversari fisicamente superiori usando solo tecnica di leva.
La diffusione mondiale esplode con l'UFC. Royce Gracie vince i primi tre tornei UFC (1993-1994) sconfiggendo lottatori più grandi e pesanti — e il mondo capisce che la lotta a terra è la componente mancante di qualsiasi sistema di combattimento. Da lì il BJJ diventa la disciplina più studiata nel mondo MMA, poi si sviluppa come sport agonistico autonomo con i propri circuiti, le proprie regole e i propri campionati mondiali.
Esperienza trentennale e giovane talento campione d'Italia. Due approcci complementari per una formazione completa — che tu sia al primo giorno o ti prepari per una gara nazionale.
Nel mondo delle arti lottatorie dal 1993 tra judo, BJJ e grappling. Cintura nera ottenuta sotto Filippo Stabile e Bernardo Serrini (4° grado). Tecnico federale BJJ Italia, WFC e WBFC. Responsabile nazionale grappling WBFC.
Lastella porta la visione strategica e la profondità tecnica di chi pratica e insegna da oltre tre decenni. Ogni posizione viene scomposta, spiegata e praticata fino a diventare automatica.
Background Muay Thai, poi BJJ e grappling dal 2021 sotto Lastella. Cintura viola a maggio 2025. Studente di Scienze Motorie all'Università Statale di Milano — unisce l'approccio scientifico alla pratica sul tatami.
Porta l'energia e la fame agonistica di chi compete ai massimi livelli oggi. Il suo talento e la sua progressione fulminante lo rendono un punto di riferimento per chi punta alla gara.
Controllare un avversario del tuo peso sviluppa una forza funzionale che nessun macchinario può replicare. Core, dorsali, grip — costruiti con l'unico attrezzo che non si può programmare: una persona che resiste.
Ogni roll è un problema da risolvere in tempo reale. Leggere l'avversario, anticipare la mossa, rispondere nell'arco di un secondo. Il grappling allena l'intelligenza tanto quanto il corpo — forse di più.
5 minuti di rolling consumano più energia di 30 minuti di corsa. Il grappling è tra gli allenamenti più intensi che esistano — ma non te ne accorgi perché sei completamente concentrato sulla tecnica.
La maggior parte delle situazioni fisiche pericolose finisce corpo a corpo e a terra. Il grappling ti dà il controllo reale — senza dover colpire, senza dover fare del male inutilmente.
Inaspettato: il grappling insegna l'umiltà in modo brutalmente diretto. Tutti vengono sottomessi. Tutti tappano. La crescita nasce da quella sconfitta accettata — e si trasferisce in ogni ambito della vita.
È impossibile pensare al lavoro mentre stai evitando uno strangolamento. Il grappling impone una presenza mentale assoluta che produce un effetto di svuotamento simile alla meditazione — con una differenza: qualcuno ti tenta di strangolare.
Il lavoro a terra richiede e sviluppa flessibilità in tutte le articolazioni — anche in quelle dimenticate. Chi pratica grappling da anni mantiene una mobilità che molti perdono dopo i 40.
Nel grappling la progressione si sente chiaramente: il partner che ti sottometteva ogni round inizia a fare più fatica. Le posizioni che non capivi diventano familiari. La cintura che sale di livello è una misura concreta e riconosciuta.
Chi non conosce il grappling è vulnerabile a terra. Chi lo conosce può scegliere dove combattere — in piedi o al suolo. Questa libertà tattica è il vantaggio più grande nelle MMA moderne.
Cintura nera 2° grado e campione italiano ti aspettano. Zero esperienza richiesta, zero impegno per la prima lezione. Vieni a scoprire cosa significa allenarsi con i migliori maestri di grappling a Monza.